Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

ORVIETO E DINTORNI
Chiesa di San Francesco d'Assisi
Convento di Santa Maria della Scarzola di Montegabbione
Convento di Sant'Angelo di Pantanelli di Baschi
Jacopone da Todi: la mortificazione della coratella
Convento di San Lorenzo in Vigne e Ospizio di Sant'Anna in Orvieto
Il Duomo di Orvieto
Il miracolo del Duomo
Convento di San Crispino dei Minori Cappuccini
Civita di Bagnoregio e Viterbo
Santa Rosa da Viterbo
ORVIETO E DINTORNI

ORVIETO E DINTORNI

Orvieto adagiata sulla 'rupe' tufacea
Orvieto adagiata sulla "rupe" tufacea

S ulla presenza di San Francesco nella città di Orvieto si hanno, purtroppo, limitate notizie. Dalla biografia del Sabatier (Vita di San Francesco d’Assisi, Parigi 1894) si viene a conoscenza che il Santo assisiate, nel 1220, di ritorno dall’Oriente, constatando la crisi insorta nel suo Ordine, «era risoluto ad andare direttamente dal Papa, che allora dimorava ad Orvieto», e discutere con lui le ragioni di detto travaglio.

Narra Giordano da Giano: « Il beato Francesco (allora in Oriente), presi con sé frate Elia, Pietro Cattani, Cesario da Spira - quello che frate Elia aveva ammesso nell'Ordine quando era ministro della Siria, come già s’è detto - e qualche altro frate, fece ritorno in Italia (il ritorno in Italia di Francesco si pone anteriormente al 29 settembre 1220). E qui, comprese appieno le cause dei disordini, non si recò dagli agitatori ma si rivolse direttamente al signor papa Onorio (che in quel tempo risiedeva a Orvieto). Presso la porta del signor Papa postosi dunque a giacere, l’umile padre non osava far risuonare bussando la stanza di un così gran principe, ma aspettava con pazienza ch’egli ne uscisse spontaneamente. E quando fu uscito, il beato Francesco gli fece un atto di reverenza e disse: “Padre papa, Dio ti doni la pace!”. E quegli: “Dio ti benedica, figlio!”. E il beato Francesco: “Signore, dal momento che tu sei grande e occupato spesso in grandi affari, i poveri non possono spesso aver accesso fino a tè tante volte quante ne avrebbero bisogno. Tu mi hai assegnato molti papi (il termine ha qui il significato di protettori). Dammene uno col quale possa parlare quando ne ho necessità, e che in vece tua ascolti e risolva i problemi miei e del mio Ordine”. E a lui il papa: “Chi vuoi che ti dia, o figlio?”. Ed egli: “Il signor vescovo di Ostia”. E gli fu concesso. Avendo dunque il beato Francesco riferito al signor vescovo di Ostia, suo papa (Ugolino da Segni, cardinale vescovo di Ostia e Velletri, dal 1206 al 1227, poi papa col nome di Gregorio IX dal 1227 al 1241. Da allora i Francescani hanno avuto sempre un cardinale protettore che, seconda la regola, doveva essere richiesto al Papa) le cause dei disordini, egli immediatamente revocò la lettera di frate Filippo, mentre frate Giovanni e i suoi seguaci furono espulsi ignominiosamente dalla Curia» (Giordano da Giano, La Cronaca, c. XIV).

Orvieto si lega in tal modo ad uno degli episodi basilari della vita primordiale dell’Ordine minoritico: l’istituzione del “Cardinale Protettore”.





Paolo Rossi
paolorossi62@tele2.it



 
 



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